Imparare la lezione per non ripeterla

Quante volte con la bocca abbiamo detto di avere imparato la lezione? Incazzati come un puma abbiamo gridato dentro noi stessi, o anche esternato, la convinzione di avere imparato la lezione.

Invece si ripresenta e sapete il motivo?

Perchè non era affatto così. Passata l’incazzatura, passata l’amarezza, passato lo sconforto, se la situazione si ripresenta significa che la lezione non l’avevamo imparata. Questa è la sacrosanta verità e cioè che finchè non ci entra in testa, la vita ci ripresenterà la stessa situazione in un circolo vizioso che non si concluderà finchè non sarà effettivamente assimilata.

E’ così logico e sensato da rientrare in quelle cose talmente ovvie da non vederle! L’uovo di Colombo.

L’importante è capirlo si dice… Indubbiamente, ma avrei tanto voluto qualcuno che me lo rivelasse in maniera così chiara! Oppure c’è stato ma ci dovevo arrivare da sola? Fatto sta che, a 42 anni, mi trovo a piè pari in fondo al mio barile costruendo tutta una serie di nuove informazioni che diventeranno la pedana su cui salire per uscirne.

Sono esattamente le 16.04 e mi sento forte e serena in queste nuove consapevolezze ma so anche che il mio equilibrio è ancora instabile, come pensare di stare saldi su una sedia con tre gambe. Alle 16.30 sarò ancora così serena? Forse no, ma la mia forza sarà avere messo in conto anche questo.

Questa cosa è un pò come quando una volta a scuola si veniva rimandati a settembre… Ecco, la vita è come una scuola e finchè non imparerai cosa ti vuole insegnare per il tuo stare BENE, ti rimanderà a settembre. I buoni insegnanti non sono quelli che ti promuovono sempre e comunque, ma quelli che ti fanno ripetere la lezione finchè non superi l’esame.

L’atteggiamento da adottare non è quello di incolpare l’insegnante o di sentirsi la vittima, ma di intraprendere un dialogo con lui. Chiedergli i motivi e avere la pazienza di rimanere in ascolto, prepararti al fatto che quanto sentirai non sarà così piacevole. Farà male. Ma in fondo… La lezione si impara quando richiede un percorso fatto di impegno e, cosa più importante… L’impegno richiesto non sarà mai superiore alle possibilità.

So, ma più di tutto so… Mail d’amore

Questa è una mail nata stamattina (in realtà l’embrione c’era già ieri sera)

Te la scrivo pari pari, senza cambiare nulla. Non voglio cambiare nulla… Mi piaceva e mi piace così, mantenuta nel suo genuino germoglio.

Eccola…

Non mi piacciono le mezze misure, le cose che potrebbero essere ma non si sa, gli ibridi, le parole lasciate a metà, le parole non supportate dai fatti, la realtà addolcita o lasciata a libera interpretazione/intuizione.

Sono sbagliata, viziata, arrogante o tutto quello che ti pare ma… Piuttosto del poco non voglio niente, piuttosto delle parole lasciate a metà voglio il silenzio, ad una realtà addolcita preferisco una realtà sputata in tutta la sua crudezza.

Non voglio un mezzo (nome), un innesto di Fuffi, mezze convinzioni, mezze certezze, singhiozzi di te.

Sono sbagliata, viziata, arrogante o tutto quello che ti pare ma…Ho bisogno di ciò che completa: le metà, gli innesti, gli abbozzi, gli ibridi, i singhiozzi. E’ questa completezza che mi ha infiammato l’anima e se non posso riaverla e viverla, voglio saperlo.

Non me ne frega un c. di tutto ciò che è esterno, di chiarimenti legati a questo, dei minuti sprecati a parlare di quello che appartiene al passato, torti, ragioni, pensieri, dubbi.

So quello che c’è da sapere. So che a volte hai un carattere che mi fa andare in bestia, so che su certe cose sei un pignolo da paura, so che anche solo tre fili in disordine ti fanno venire l’orticaria, so che sei un testone, so che a volte sai essere il più grande t.d.c. del Pianeta

Ma so anche che sei onesto e di cuore, so che ti impegni nel lavoro e in quello che fai, so che il tuo animo è gentile, so che sei protettivo con le persone a cui tieni, so che cerchi sempre di fare la cosa giusta, so che non prevaricheresti mai le persone, so che ti sai fare rispettare se è necessario, ma più di tutto so come mi sento quando mi dai la mano, quando mi tocchi e quando le tue braccia diventano il mio castello.

Poi so che mi è piaciuto ogni singolo minuto di ogni cosa fatta con te, che sia stato l’andare in montagna come il rimanere su un divano o al tavolino di un bar mentre avveleni di tartine Doc.

So che mi piace vederti felice, so che più di una volta mi sono sentita orgogliosa, so che mi fai ridere nonostante tu non sia simpatico quanto me. So che mi scorri nelle vene.

So che ci saranno battibecchi, so che ci guarderemo di traverso, so che ci saranno reazioni da maschio e femmina “alfa”, ma ho capito e so che ci può essere anche il finimondo ed io continuerò ad amarti e tu resterai quello che mi ha infiammato l’anima.

Ecco, ho finito. Ti ho scritto tutto. Così come sono le cose.