Ultime righe dell’ultimo capitolo con un narcisista

Fatto. Sono andata a riprendermi le mie cose. Questa notte ho sognato di tutto, brutti sogni e mi sono svegliata parecchie volte poi, questa mattina, in ufficio non sapevo se andare in mattinata o nel primo pomeriggio. Non volevo trovarlo lì.

Mi sono chiesta se questa fosse una volontà vigliacca, ma il coraggio l’avevo già avuto a non mollare prima di adesso. A crederci ancora e ancora, a vedere il buono e aggrapparmici. E’ stato un coraggio che mi ha portato a fondo, che è andato contro il mio benessere. Quindi questa volta sono stata “vigliacca” per me stessa.

Mi sarei trovata davanti lo stesso ciclone pronto ad aggredirmi? A riprendermi? Farmi credere? Farmi sentire sbagliata? No… Non potevo, non avevo la lucidità e la forza per passare di nuovo attraverso tutto questo. Sincera fino in fondo? Ero ancora un’ alcolista attratta dal quel miele di cui sapeva ubriacarmi e di cui mi piaceva ubriacarmi.

Quando sono entrata in casa e ho sentito l’odore, che ogni casa porta con se, mi è salita la solita sensazione di disagio. Quella che in un modo o nell’altro conoscevo già. Quella con cui i miei sensi mi parlavano.

Gli ho solo lasciato un biglietto sotto il telecomando del cancello. Un biglietto che è passato attraverso diverse versioni, integrazioni, tagli, rimuginamenti, pianti, forza, timori. Un biglietto che però volevo fosse corto, efficace.

Ho ragionato anche sul tipo di carta da usare… Foglio bianco, a righe, a quadretti, A4… Penna nera, blu, matita…

La stupida mosca che non ha fatto il giro largo…

Quali parole non avrebbero provocato una reazione in grado di ferirmi, stordirmi. Nessuna. Il punto è proprio questo… Ormai da lui mi aspettavo solo questo e non da adesso…

Ho sempre pensato a lui come due persone distinte. Quella che amavo profondamente e la “bestia”, ma era sbagliato perchè sono la stessa persona! Credo che la fregatura sia proprio questa… Separare le due entità mentre in realtà l’entità è una sola!

Non lo so se qualcuno leggerà questo sito, se scrivo male o bene, se sono noiosa o interessante ma solo una cosa mi interessa ed è quella per cui ho l’ho fatto… Che possa essere utile a qualcuno e sapere di potere in qualche modo aiutato chiunque si trovi nelle stesse difficoltà o cerchi un modo per uscire da una determinata situazione

Mentre andavo a ritirare il furgoncino che avevo noleggiato, ho sentito alla radio una canzone che non sentivo da anni. Nulla è casuale. L’ho ascoltata credo ormai 70 volte per rivivere la stessa sensazione… Quella di qualcuno che mi sussurrava di stare serena, che la strada è quella giusta.

Quando la ferita brucia, la tua pelle si farà!

La verità dell’ultima pagina con un narcisista

Ho provato a cercare un titolo per questo articolo ma non riesco a trovarne uno adeguato, uno che lo descriva. Quindi parto diretta, senza tanti preamboli. Con la verità.

La verità è che riesco ora ad uscire da una relazione malata, quella di cui ho tanto scritto. Quella da cui pensavo di essermi liberata più di una volta perchè avevo l’ennesimo esempio di quanto fosse tossica, vissuto l’ennesima scenata, ascoltato rivolgermi le stesse parole per farmi sentire una pessima persona, sbagliata, che non sa apprezzare, farsi amare e amare.

Sapeva riprendermi, recuperarmi ed ogni volta lo facevo nell’attesa della prossima lite, del prossimo attacco giurando a me stessa che sarebbe stato l’ultimo. La differenza e l’unica “fortuna” stava nell’essere preparata e aspettavo solo la volta decisiva, quello schiaffone che avrebbe reso impossibile recupero.

Chi non lo ha mai vissuto, chi non ha mai avuto la disgraziata conoscenza di queste persone che sanno letteralmente ubriacarti di miele e legge o sente certe esperienze e quello che si accetta e a cui si passa sopra, resta basito. Non si capacita di come non ci si possa allontanare semplicemente da un rapporto così.

Sarebbe come dire ad una mosca impigliata in una ragnatela che bastava fare il giro largo…

La verità è che a forza di aspettare e temporeggiare per aspettare qualcosa che li faccia sentire delle m… affinchè capiscano tutto quello che ti hanno fatto, ci si ritrova a passare dalla parte del torto. Quello che è successo a me.

Ecco lo schiaffone morale e la beffa.

Però sono cosciente di una cosa e cioè che senza questo non sarei arrivata a vedere realmente come ero diventata, il buco nero e profondo nel quale ero finita. Per assurdo ero certa che con i cento ottimi motivi che avevo per mandarlo a quel paese, gli avrei fornito un’ottima storia da raccontare per uscirne pulito.

Volete sapere quanto mi rode? Da morire. Ne volete sapere un’altra? E’ lo stesso.

La verità è che ho capito cosa significa rimanere fedeli a se stessi.

Mi sento come un guerriero con l’armatura scalfita.

Ho noleggiato un furgoncino e domani vado a riprendermi le poche cose che lasciavo a casa sua. Sintomatico del fatto che sono da sempre pronta ad allontanarmi da lui.

(Il furgoncino mi serve perchè devo recuperare una bici, per il resto credo basterebbe una valigia)

Mi ritengo fortunata perchè non ho mai perso la lucidità di riconoscere ciò che non era normale, di ascoltare il mio istinto che mi impediva di fidarmi, di non strozzare quella vocina…

Però, porca miseria, mi rode proprio!

Di nuovo lontana da Lui… Da tre giorni.

Perchè “di nuovo”? Perchè si è rifatto vivo prima del solito. Quasi avesse avuto la percezione che qualcosa in me stava cambiando, che più i giorni passavano e più avrei acquisito forza. Ci siamo rivisti… Io che volevo riprovare a parlare esprimendo come mi facessero sentire certi suoi atteggiamenti e tutte le discussioni pregresse, lui deciso a fare finta di nulla.

Al secondo incontro sono riuscita ad intavolare un discorso in cui gli dicevo che tutte le situazioni spiacevoli, nate perchè qualcosa lo aveva disturbato e/o offeso, mi avevano portata a pensare prima di parlare o di agire… Pensare se quello che stavo per dire, rispondere o fare avrebbero innescato l’ennesima discussione. Una condizione cresciuta poco alla volta ma che non potevo più ignorare perchè non mi faceva vivere bene.

La sua risposta? Mi fai venire da ridere.

Da lì i soliti vecchi discorsi conditi questa volta dall’accusa di non volere metterla via, di cercare la lite.

Più cercavo di mantenere il confronto su un binario che gli facesse capire le mie motivazioni e il mio disagio, più tirava in ballo fatti passati che, non solo non c’entravano, ma dimostravano che nulla era stato archiviato! Ovviamente tutte frecce scoccate per colpirmi e dirmi che sempre e comunque sbagliavo io!

Solo per la legge delle probabilità non è possibile che a sbagliare sia SEMPRE l’altro! Confermava l’inutilità di ogni confronto passato e presente perchè il suo presupposto era di essere comunque nel giusto!

L’inutilità di ogni confronto FUTURO. L’idea di sentirgli di nuovo fare un appunto, di vederlo per l’ennesima volta offeso o sentito mancato di rispetto, mi fa venire il vomito!

Da parte mia dovrei essere pronta ad accogliere tutte le sue disquisizioni, punti di vista o posizioni ma lui no e lo ha ribadito ogni volta che mi ha ripetuto “Io sono così, sono fatto così ” = tu devi accettarmi e ficcarti bene in testa come devi essere e cosa devi fare o non fare per stare con me, io non accetto nulla di quello che non ti va bene.

Il riassunto di tutto è questo: se una persona non è in grado di riconoscere degli errori (legittimi) di valutazione, interpretazione o reazione e in qualche modo riversa sempre le responsabilità lontano da lui e sull’altra parte, rifarà e metterà in atto sempre le stesse situazioni in un circolo vizioso.

E l’altro? L’altro si annullerà piano piano perchè sarà sempre più meticoloso nello stare attento a non dire o fare qualcosa che possa innescare la bomba, ma…

Ci sarà sempre qualcosa che non va bene, SEMPRE! Perchè avete osservato una persona più del dovuto, perchè questa o l’altra cosa lui non la farebbe mai, perchè avete fatto una battuta che lo ha infastidito e avanti tutta!

Come camminare sulle uova…

Oltre a tutto questo, c’è un’altra strada e un altro orizzonte…

Secondo giorno lontana da… Lui

Mentre scrivevo il titolo mi sono accorta che leggendolo, una persona poteva aspettarsi uno scritto romantico, colmo di nostalgia e miele… Una donna che scrive al proprio amato partito per un paese lontano, rientrato in patria oppure il racconto di un amore bellissimo e profondo che una serie di vicissitudini gli impedisce di essere vissuto.

Quante variabili…

Quello che racconto invece è il secondo giorno lontana da un lui tossico.

Ieri, specialmente la mattina, ho avuto dei momenti di forte agitazione misti a rabbia ricordando parole che mi ha rivolto, fatti distorti, modificati a suo piacimento e vantaggio ma, di contro… Un senso di libertà e serenità che mi fa capire di avere preso la strada giusta per me. Quella che avevo perso.

Non avverto più (sperando prosegua), quell’ansia latente che mi teneva giornalmente a braccetto anche nelle giornate tranquille, in cui il rapporto filava liscio. Questa compagna silenziosa era quella che mi stava lentamente logorando, quella con cui dovevo fare i conti ogni giorno cercando di trovare qualsiasi cosa mi facesse smettere di percepire la sua presenza. Funzionava solo per poco, era lì.

So di essere ancora vulnerabile. La mattina mi sveglio e nell’accendere il cellulare prego di non avere nessun messaggio da lui… Perchè non lo blocco? Per non dargli un appiglio o un motivo per criticarmi. Temo la sua prossima mossa, se ci sarà, ma cerco di non pensarci…

Ieri sera son uscita a cena e l’ho fatto senza avere il peso di quello che poteva dirmi, se la cosa lo avrebbe infastidito, se me lo avrebbe un giorno rinfacciato. Mi sono sentita libera e questo mi ha regalato serenità. Non ho fatto nulla di particolare: cena e passeggiata. Alle 22.00 ero già a casa. Mi sono messa a letto ed ero tranquilla.

Cosa mi teneva a braccetto ieri sera? La gratitudine. Una profonda gratitudine per sentirmi così, per avere risentito come ero. Per avere sentito come ci si dovrebbe sentire sempre e come dovrebbe farti sentire la persona che hai a fianco.

Concludo con una foto che ho fatto ieri al ristorante. Non credo sia stato un caso e mi piace pensare che sia così.

Carissima me e carissime tutte…

Carissima me e carissime tutte quelle che si trovano nella stessa situazione.

La disgraziata situazione di avere incontrato un narcisista patologico, un manipolatore o qualsiasi forma di uomo malato!

Sto vedendo la luce in fondo al tunnel o almeno mi auguro che non sia la luce di una torcia che tiene in mano lui! Sì… Perchè più di una volta ho pensato di stare vendendo l’uscita del tunnel in cui ero entrata e invece non è stato così…

Sono arrivata al punto di non avere nemmeno più il coraggio di raccontare alle mie amiche cosa mi stava succedendo, l’ennesima discussione, le mie sofferenze, la spasmodica richiesta di avere da loro delle conferme per non sentirmi io la matta o la visionaria!

Ci sono quelle frazioni di secondo in cui chiederesti l’opinione anche del primo che passa pur di non avere più dei dubbi sulla tua capacità di valutare le cose!

Carissime noi… Perchè andare a cercare uno sconosciuto??? C’è già qualcuno che da tempo sussurra e poi grida come stanno le cose: La voi stessa! Quella che eravate prima di conoscere questa testa di caxxo!

E’ importante sempre avere qualcuno a cui appoggiarci, a cui chiedere aiuto ma quando finisci nella ragnatela di questi personaggi, poco alla volta perdi per strada le persone che nutrono una sincera amicizia verso di te, che ti stimano, che ti vogliono davvero bene e che per questo si accorgono quasi subito dell’oscurità che ti sta avvolgendo.

E’ forse un caso che siano le prime da cui vi fa allontanare? No!!! Ovviamente non vi dice di farlo in maniera esplicita ma un pò alla volta lo fa fare a voi… Tic, tic, tic… Non potete attribuirgli la responsabilità di questo: vi ha mai detto apertamente di farlo? Eh eh eh eh…

La cosa che a me manda in bestia, è il piedistallo su cui si mette. Sono tutti sfigati, rincoglioniti, incapaci. Lui no… Se potesse rilegherebbe pure Dio in una di queste categorie, probabilmente reo di avergli rubato il posto!

Carissime tutte… Il consiglio migliore che posso darvi (ricordandovi che sono ancora in cammino verso l’uscita del tunnel), è quello di scrivere a voi stesse. Io mi ero resa conto che nello stordimento in cui riusciva a farmi precipitare con accuse assurde, situazioni alterate ecc., mi dimenticavo ciò che era successo o meglio, a grandi linee ovvio che mi ricordavo ma era tutto confuso, come fossi sotto l’effetto di qualche sostanza tossica! (sì, LUI ndr)

Per questo ho iniziato a scrivere quello che avevo vissuto man mano che ricordavo particolari e poi, nei momenti di calma, scrivevo come mi sentivo, quello che notavo ecc. Però attente a non rivelare MAI a lui questa cosa! Sarebbe fornirgli un’arma contro di voi ed in primis per avvallare il suo “sei matta, non sei normale”… Ve lo ha detto vero?

In questa ultima discussione, durata due giorni e che mi auguro sia l’ultima, ho fatto un salto di qualità… Sono riuscita a registrare. Purtroppo in entrambe i giorni solo il secondo round perchè il primo mi è arrivato fra capo e collo all’improvviso!

Sapete perchè l’ho fatto? NON per avere qualcosa da fargli sentire nel momento in cui avesse cambiato le carte in tavola, ma per riascoltarlo io! Per avere l’opportunità di essere spettatrice di ciò che è successo, delle dinamiche che mette in atto quella m…, della sua faccia tosta, della sua furia, della sua cattiveria! DEL SUO NON AMORE.

Avere la possibilità di diventare spettatrici è una fonte incredibile di informazioni, una doccia calda che lava via la confusione, la costante autocritica (solo vostra), il dubbio che abbiate capito male, interpretato male, parlato male… Tutte idee inculcate da lui nel tempo. Ora è tutto lì! Inciso e scolpito nella roccia accidenti! Finalmente!!!

Non sono ancora riuscita ad ascoltare la registrazione, è troppo fresca la cosa e non ho ancora recuperato le forze per sentire… Eh… Non è mica facile trovarsi davanti uno specchio, al di sopra di ogni dubbio, sincero.

Non sono ancora pronta a sentirmi annaspare, a sentire cosa gli ho permesso di dire e di farmi… Sarà inevitabilmente una sofferenza verso me stessa… Come una madre quando vede un figlio che sta male. Mi serve qualche giorno di respiro.

Quanti articoli avete letto sull’argomento? Quanti in cui, nero su bianco, trovavate l’elenco di quello che vi stava succedendo, la descrizione della persona che avevate a fianco, gli ammonimenti sul fatto che nulla cambierà e tutto si ripeterà…

Credo che niente possa avere la potenza dell’essere spettatrici a posteriori riascoltando quello che avete passato. Qualcosa su cui schiacciare play ogni volta che rischiamo di ricadere in tentazione. Non è poco…

Carissima me e carissime tutte… Ci siamo.

Carissima me… Vieni… Ti sto aspettando

Ci siamo… Carissima me, tesoro… E’ successo di nuovo ma sapevo che scriverti la mia prima lettera sarebbe servito. Hai potuto leggere nero su bianco quello che prima o poi sarebbe successo ed averlo fatto in un momento di calma (apparente), ha reso tutto più incisivo.

Non è veggenza ma esperienza. Il ripetersi di un brutto film che a quanto pare si è ripresentato.

E’ stato peggio delle altre volte vero? L’assurdità delle accuse mosse è passato ad uno step successivo: più tagliente, la realtà è stata modificata a suo comodo in maniera ancora più sfacciata, il muro di gomma è stato ancora più evidente. E’ così vero?

Ha tirato in ballo cose che non c’entravano nulla? Appartenenti a discussioni passate che dovevano o pensavi fossero chiarite ed archiviate? E’ riuscito a farti impazzire partorendo visioni fuori da ogni logica?

Carissima me, sei il mio tesoro. Cogli questa opportunità perchè è così che si chiama: OPPORTUNITA’.

Opportunità di uscire da queste sabbie mobili, di ritrovare la tua vitalità, la tua identità.

Lo so che senti l’ansia stringerti lo stomaco, vorresti prenderlo a sberle solo per restituirgli il dolore che ti ha inflitto nel tempo. Sai di poterglielo restituire solo con delle sberle perchè è l’unico dolore che riesce a sentire.

Oggi è il solstizio d’estate ed ha un significato profondo. Fai in modo che sia anche il tuo solstizio. Fidati di me, è passato solo un giorno, per questo la ferita è così sanguinante ma non mentirmi… Sai che questa è un’opportunità.

Allora non ascoltare solo la rabbia, lo sconforto, l’incredulità ma guarda oltre… Là trovi me. Ti sto aspettando e sorrido! Sapessi come si sta bene qualche passo più avanti!

Qui non devo preoccuparmi di cosa dico, del modo in cui lo dico, delle persone con cui parlo, di non soffermarmi con lo sguardo più del dovuto, di comportarmi seguendo le direttive che mi vengono imposte. Qui non ho paura di esprimermi e sento la vita scorrermi nelle vene!

Pensa che qui non devo nemmeno sostenere le aspettative categoriche di nessuno, piaccio così come sono e i problemi si risolvono e si archiviano!

E’ bellissimo non dovere stare attenti a parlare, non dovere pensare a come mettere insieme una frase che potrebbe potenzialmente infastidirlo! Che libertà non avere a che fare con qualcuno che si infastidisce e si offende con estrema facilità!

Pensa che qui a dieci passi da dove sei ora, vado bene così come sono!

Carissima me… Vieni… Ti sto aspettando…

Quando vuoi solo qualcuno che ti salvi

Vi è mai successo di trovarvi in un momento in cui vi sentite in balia delle onde? Fai una bracciata sperando che sia quella che ti porti nella direzione della riva ma niente.

Ci sono giornate in cui le onde si calmano e tu speri che sia di buon auspicio o che gli sforzi fatti finora stiano portando risultati… Poi si alza il vento e con lui le onde.

Sforzi per pensare positivo, per riuscire a capire cosa stia succedendo, per trovare cosa ci sia di sbagliato perchè ci deve essere qualcosa che sbagli. Lo sai cos’è. Mentre le onde ti trasportano dove vogliono hai quella cosa dentro lo stomaco dove trovi la risposta e solitamente ti sembra qualcosa di troppo difficile da prendere in mano e cambiare e allora… Vuoi con tutte le forze qualcuno che ti salvi.

Vuoi quello che da piccole abbiamo sentito in tutte le favole: il principe che ci salvi dal drago e ci faccia uscire dalla torre in cui siamo imprigionate.

Lo sai che è infantile ma lo cerchi nelle lacrime che senti negli occhi e nella gola. Quelle che potresti fare scorrere a comando, quelle che stanno affogando la tua linfa.

Sei consapevole del tempo che scorre, di quello che in queste condizioni stai solo sprecando ma dove cacchio sta il bandolo della matassa? E’ in un cassetto ma ce ne sono tantissimi!

Vuoi solo qualcuno o qualcosa che ti salvi.

Intanto nuoti senza avere il controllo però non molli perchè la soluzione arriva, perchè tutto questo servirà a qualcosa e ha iniziato ad esistere perchè con le buone continuavamo a perseverare in qualcosa di sbagliato per noi e allora per le teste dure ci vogliono metodi duri.

Però quando sei troppo stanco, vuoi solo qualcuno che ti salvi.

Poi scopri che quel qualcuno sei tu.

Caro narcisista patologico… Anzi… Cara me

In realtà questa non è una lettera al mio narcisista patologico, ma a me stessa. La scrivo in uno di quei periodi in cui non ci sono scontri e quindi ho la lucidità di scrivere ciò che mi sarà utile.

Cara me, avete litigato ed è sparito di nuovo? Ti senti nuovamente come se mettesse in atto una punizione per “educarti”? “Ammaestrarti”? Come hai pensato ed espresso più di una volta, ti senti come un cane da addomesticare?

Ti senti frastornata perchè non capisci come nella sua testa, o nel suo cuore, non ci sia un minimo di autocritica rispetto a quello che è successo? Oppure perchè non riesci a dare una spiegazione a quanto è successo? Senti la testa confusa ed il cervello in una centrifuga a forza di cercare una logicità negli eventi, nelle parole che ti ha detto? Sì, perchè avrà sicuramente tirato fuori discorsi totalmente fuori dal contesto…

Ti ha rinfacciato cose che pensavi fossero chiarite da tempo? Ti ha ripetuto per l’ennesima volta le solite frasi? “Fai sempre così”, “ma ti vedi?”, “sei matta”, “volevi litigare”, “è inutile, TU sei così, sei fatta così” ecc.

Ad un certo punto della discussione non sapevi nemmeno più di cosa steste parlando? Ti sei sforzata di riportare l’argomento sul binario da cui è partito ma senza risultati concreti, vero? Hai sentito la rabbia salire per tutte le solite ASSURDE accuse che ti ha vomitato addosso?

In quei momenti ti senti come un pugile che deve ripararsi da pugni che arrivano da ogni direzione. Oppure come se parlassi una lingua straniera.

Soprattutto ascolti basita e vorresti rispondere che tu c’eri, eri presente, la situazione l’hai vissuta, eri lì con lui e quindi sai esattamente come sono andate le cose!!!

Hai quasi la sensazione di avere perso il dono della parola e soprattutto della lucidità. Stai subendo una sequenza di microshock…

Cara me stessa… Anche ora che stai scrivendo e non è successo nulla, non stai bene. Ci sono cose che non ti tornano e vanno ad aggiungersi a tutte le altre. Hai finito un weekend passato da lui ma ti ritrovi come al solito a non esserti riposata, a non sentirti leggera. Per esserlo sai di dovere aspettare questa sera quando sarai a casa tua.

Senti continuamente quella vena di rabbia… Dici a te stessa che è perchè non hai riposato, perchè sei in pre-mestruo… Non è così. La verità è quella che ti sussurra nelle orecchie continuamente: la rabbia che senti sono tutte le incongruenze che continui a notare, sono le minchiate che ti racconta, la libertà che un poco alla volta senti di non avere: quella di dire, raccontare, fare, vivere.

La voglia di piangere che hai sempre più spesso è direttamente proporzionale alla ragnatela in cui ti senti impigliata. Hai voglia di piangere perchè ti dai della scema visto che ti rendi conto di tante cose; ma il fatto è che una persona dotata di una normale empatia, di cuore e di sensibilità, non concepisce certe cose, non contempla possibili simili oscurità. Per questo cerchi una giustificazione, ti aggrappi a momenti belli ed intensi, a parole che non può essere così carogna da dirti senza pensarle o ancora di più sentirle. Ma…

Ma tu hai quella vocina che continuamente sussurra. Il tuo carattere ti ha regalato la capacità di non abboccare a qualsiasi cosa. La tua essenza continua ad esser pura ma sai di stare mettendola in pericolo.

E’ un bambino viziato. Non contempla sbagli da parte sua. Non chiede scusa e non li ammette nemmeno se palesi! Lo sai.

Non esistono esami di coscienza, ripensamenti ed ancora meno pentimenti. Sarebbero tutti una macchia sopra la sua perfezione.

Non si fa sentire, lo sai che se lo farà sarà solo per darti addosso, per finire il suo lavoro “educativo”. Tu speri che questi giorni servano a qualcosa, a fargli ripensare a tutto e capire di avere esagerato ma non è così. Questi giorni gli servono solo per ricostruire una realtà tutta sua che lo assolva (autoassolva) in toto!

E’ un giochetto perverso il suo e tu aspetti che si faccia vivo SOLO per non sentirti più così smarrita, sotto shock, incredula, incapace di farti capire ed ascoltare. FREGATENE. E’ LA TUA OCCASIONE PER ESSERE LIBERA. Ti ha dato ancora una volta l’opportunità di scappare a gambe levate, ti ha fornito ancora una volta la quadra di tutti i tuoi sentori, sensazioni e sospetti. Non cercare vendetta, fragatene!

Cara me, cogli questo colpo di fortuna. Lo scombussolamento che senti deriva solo dal suo giochetto, da qualcosa che nulla ha a che fare con l’amore, con una sofferenza d’amore sana!

Cara me… A presto. Ti scriverò ancora perchè sono l’unica che può aiutarti davvero.

Le parole stanno a zero, i fatti no

Siete mai arrivati al punto di sentirvi stanchi di capire, giustificare, trovare attenuanti? A me sì e quel momento è coinciso con una consapevolezza… Le parole stanno a zero!

Solitamente ci si aspetta che il modo di comportarci che abbiamo, venga messo in atto anche dalle altre persone. In cose semplici, in ciò che dovrebbe essere automatico.

Senza ritenerla una caratteristica di chissà quale pregio, sono una persona che se dice “A” è “A”, se prendo un impegno lo porto fino in fondo. Se dico qualcosa viene supportato dai fatti e diventa una sorta di impegno verso la persona a cui rivolgo determinate parole. Me ne assumo la responsabilità e non mi tiro indietro anche se dovessero in qualche modo diventare difficili da mantenere.

Sono un pò vecchia scuola. La mia parola ha una valenza e voglio dimostrare che sia così. Per una mia stima personale e perchè è anche su questo che si misura il valore di una persona.

Se ho voglia di esprimere dei sentimenti verso qualcuno, sentimenti sinceri e che mi arrivano dal cuore, ma in coscienza so di non poterli supportare anche con i fatti, sto zitta. Non dico nulla.

Non funziona così per tutti. Le parole non hanno un valore e gli impegni presi diventano un sacco da gettare a terra appena diventa pesante.

Qui iniziano a vedersi cadaveri di parole dette sull’onda dell’entuasiasmo. Impegni assunti quando le cose vanno bene, si dissolvono e finiscono nel dimenticatoio.

Tutto questo mi ha persuasa e fatta convinta di una cosa… Se alle parole non corrispondono dei fatti, queste non valgono nulla. Non è un discorso cinico ma un concetto che fila.

“Sei la persona più importante della mia vita” e poi sparisci senza spiegazioni.

Tendiamo forse a dare sempre delle attenuanti, ma ad un certo punto facciamoci un regalo… Investiamo sentimenti, tempo e fiducia in chi ci dimostra prima di parlare o a chi parla sapendo di non smentirsi. Investiamo su chi ad ogni bivio sceglie noi, su chi magari è di poche parole ma con i gesti riempie le pagine della nostra vita.

Giusto ieri ho scelto di non fare più affidamento sulle sole parole, anche se dette con sincera convinzione. Ho scelto di non rimanervi aggrappata seppur belle e gratificanti perchè avrebbero continuato a non portarmi da nessuna parte se non a vivere momenti qua e là.

Certe scelte non sono mai facili, rinunciare alla dolce illusione che alcune frasi ci danno, spesso comportano una dolorosa consapevolezza. Ieri mentre mi sentivo parlare a chi mi ribadiva parole bellissime è stata quasi una sorpresa. Il concetto che volevo trasmettere non è stato solo franchezza nei suoi confronti ma in primis onestà verso me stessa ed una conseguente tutela.

Le spiegazioni che voleva darmi per essere sparito, non potevano più interessarmi. Il fatto che mi ribadisse i suoi sentimenti e l’importanza prioritaria che avevo nella sua vita avevano ormai perso credibilità. Le parole stavano a zero. Ero triste ma leggera.

L’importanza dei nostri pensieri nel presente per il futuro

Più volte mi sono avvicinata a quella filosofia che sostiene l’importanza dei nostri pensieri non solo nel presente ma anche nella nostra vita futura.

E’ facile reperire scritti o libri che parlano di quella che si definisce “Legge dell’attrazione”. Ne parlava anche Albert Einstein:
“Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che vuoi e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà”.

Una cosa a volte non così semplice da attuare, o probabilmente lo diventa man mano che ci si allena fino a farla diventare un’abitudine. Mi sono interrogata su cosa renda una cosa in apparenza così facile, di così difficile applicazione costante…

La risposta che mi sono data è: i condizionamenti esterni. Tutto ciò da cui veniamo bombardati ogni giorno e che ci fa perdere la concentrazione su noi stessi, sul SE’. Probabilmente se vivessimo in una foresta, non ci sarebbe nulla che ci dice come bisogna essere per sentirsi felici e non verremmo costantemente messi di fronte a dei modelli a cui paragonarci, perchè è proprio questo il punto.

Il fatto di sentirci in obbligo di fare dei confronti fra la nostra vita e quella di un altro è già frustrante di per sè! Ci sarà sempre qualcuno IN APPARENZA più figo, più sveglio, più realizzato, più fortunato e quindi diventa una partita persa in partenza per un comune mortale che vive adempiendo a degli impegni, delle problematiche da affrontare ecc.

Personalmente ho iniziato più di una volta ad esercitarmi sui miei pensieri, dirottandoli verso cose positive ma mi è sempre risultato semplice farlo quando vivevo un periodo sereno e poi non lo facevo più perchè tanto stavo già bene. Poi arrivava un momento meno sereno ed allora sì che è complicato riprendere “l’allenamento”… Perchè hai bisogno e vuoi dei risultati immediati o comunque a breve termine ma… Lo so anch’io che le cose migliori non hanno un processo semplice, quindi chi vogliamo fregare? La legge dell’attrazione si fa una gran risata!

Qual è dunque la soluzione?

Una potrebbe essere quella di continuare a nutrire i nostri pensieri positivi, i nostri sogni, i nostri desideri in uno di quei momenti in cui tutto scorre tranquillo. Riempire la serenità che sentiamo nel cuore come un sacco in cui metterci senza vergogna quanto più possiamo senza badare al cervello che magari ci dice essere cose impossibili. Chi se ne frega, è uno spazio in cui nessuno può entrare, un segreto fra voi e voi!

L’altra, quale mossa integrante, quella di non farsi condizionare da nulla, spegnere il mondo esterno e fingere di essere davvero in una foresta. Siamo quello che siamo e il doveroso rispetto verso noi stessi è davvero quello di non sminuirci mai mettendoci a confronto con qualcuno. Non avrebbe senso e la vita diventerebbe “ciò che succede mentre noi pensiamo ad altro” (frase di Allen Saunders).

Per concludere, prendo l’impegno di applicare e mettere in pratica le due soluzioni proposte e di ritornare sull’argomento con la massima sincerità… Cioè ammettere una mancata costanza o il raggiungimento dell’obiettivo (con relativi risultati)!