Di nuovo lontana da Lui… Da tre giorni.

Perchè “di nuovo”? Perchè si è rifatto vivo prima del solito. Quasi avesse avuto la percezione che qualcosa in me stava cambiando, che più i giorni passavano e più avrei acquisito forza. Ci siamo rivisti… Io che volevo riprovare a parlare esprimendo come mi facessero sentire certi suoi atteggiamenti e tutte le discussioni pregresse, lui deciso a fare finta di nulla.

Al secondo incontro sono riuscita ad intavolare un discorso in cui gli dicevo che tutte le situazioni spiacevoli, nate perchè qualcosa lo aveva disturbato e/o offeso, mi avevano portata a pensare prima di parlare o di agire… Pensare se quello che stavo per dire, rispondere o fare avrebbero innescato l’ennesima discussione. Una condizione cresciuta poco alla volta ma che non potevo più ignorare perchè non mi faceva vivere bene.

La sua risposta? Mi fai venire da ridere.

Da lì i soliti vecchi discorsi conditi questa volta dall’accusa di non volere metterla via, di cercare la lite.

Più cercavo di mantenere il confronto su un binario che gli facesse capire le mie motivazioni e il mio disagio, più tirava in ballo fatti passati che, non solo non c’entravano, ma dimostravano che nulla era stato archiviato! Ovviamente tutte frecce scoccate per colpirmi e dirmi che sempre e comunque sbagliavo io!

Solo per la legge delle probabilità non è possibile che a sbagliare sia SEMPRE l’altro! Confermava l’inutilità di ogni confronto passato e presente perchè il suo presupposto era di essere comunque nel giusto!

L’inutilità di ogni confronto FUTURO. L’idea di sentirgli di nuovo fare un appunto, di vederlo per l’ennesima volta offeso o sentito mancato di rispetto, mi fa venire il vomito!

Da parte mia dovrei essere pronta ad accogliere tutte le sue disquisizioni, punti di vista o posizioni ma lui no e lo ha ribadito ogni volta che mi ha ripetuto “Io sono così, sono fatto così ” = tu devi accettarmi e ficcarti bene in testa come devi essere e cosa devi fare o non fare per stare con me, io non accetto nulla di quello che non ti va bene.

Il riassunto di tutto è questo: se una persona non è in grado di riconoscere degli errori (legittimi) di valutazione, interpretazione o reazione e in qualche modo riversa sempre le responsabilità lontano da lui e sull’altra parte, rifarà e metterà in atto sempre le stesse situazioni in un circolo vizioso.

E l’altro? L’altro si annullerà piano piano perchè sarà sempre più meticoloso nello stare attento a non dire o fare qualcosa che possa innescare la bomba, ma…

Ci sarà sempre qualcosa che non va bene, SEMPRE! Perchè avete osservato una persona più del dovuto, perchè questa o l’altra cosa lui non la farebbe mai, perchè avete fatto una battuta che lo ha infastidito e avanti tutta!

Come camminare sulle uova…

Oltre a tutto questo, c’è un’altra strada e un altro orizzonte…

Secondo giorno lontana da… Lui

Mentre scrivevo il titolo mi sono accorta che leggendolo, una persona poteva aspettarsi uno scritto romantico, colmo di nostalgia e miele… Una donna che scrive al proprio amato partito per un paese lontano, rientrato in patria oppure il racconto di un amore bellissimo e profondo che una serie di vicissitudini gli impedisce di essere vissuto.

Quante variabili…

Quello che racconto invece è il secondo giorno lontana da un lui tossico.

Ieri, specialmente la mattina, ho avuto dei momenti di forte agitazione misti a rabbia ricordando parole che mi ha rivolto, fatti distorti, modificati a suo piacimento e vantaggio ma, di contro… Un senso di libertà e serenità che mi fa capire di avere preso la strada giusta per me. Quella che avevo perso.

Non avverto più (sperando prosegua), quell’ansia latente che mi teneva giornalmente a braccetto anche nelle giornate tranquille, in cui il rapporto filava liscio. Questa compagna silenziosa era quella che mi stava lentamente logorando, quella con cui dovevo fare i conti ogni giorno cercando di trovare qualsiasi cosa mi facesse smettere di percepire la sua presenza. Funzionava solo per poco, era lì.

So di essere ancora vulnerabile. La mattina mi sveglio e nell’accendere il cellulare prego di non avere nessun messaggio da lui… Perchè non lo blocco? Per non dargli un appiglio o un motivo per criticarmi. Temo la sua prossima mossa, se ci sarà, ma cerco di non pensarci…

Ieri sera son uscita a cena e l’ho fatto senza avere il peso di quello che poteva dirmi, se la cosa lo avrebbe infastidito, se me lo avrebbe un giorno rinfacciato. Mi sono sentita libera e questo mi ha regalato serenità. Non ho fatto nulla di particolare: cena e passeggiata. Alle 22.00 ero già a casa. Mi sono messa a letto ed ero tranquilla.

Cosa mi teneva a braccetto ieri sera? La gratitudine. Una profonda gratitudine per sentirmi così, per avere risentito come ero. Per avere sentito come ci si dovrebbe sentire sempre e come dovrebbe farti sentire la persona che hai a fianco.

Concludo con una foto che ho fatto ieri al ristorante. Non credo sia stato un caso e mi piace pensare che sia così.

Carissima me e carissime tutte…

Carissima me e carissime tutte quelle che si trovano nella stessa situazione.

La disgraziata situazione di avere incontrato un narcisista patologico, un manipolatore o qualsiasi forma di uomo malato!

Sto vedendo la luce in fondo al tunnel o almeno mi auguro che non sia la luce di una torcia che tiene in mano lui! Sì… Perchè più di una volta ho pensato di stare vendendo l’uscita del tunnel in cui ero entrata e invece non è stato così…

Sono arrivata al punto di non avere nemmeno più il coraggio di raccontare alle mie amiche cosa mi stava succedendo, l’ennesima discussione, le mie sofferenze, la spasmodica richiesta di avere da loro delle conferme per non sentirmi io la matta o la visionaria!

Ci sono quelle frazioni di secondo in cui chiederesti l’opinione anche del primo che passa pur di non avere più dei dubbi sulla tua capacità di valutare le cose!

Carissime noi… Perchè andare a cercare uno sconosciuto??? C’è già qualcuno che da tempo sussurra e poi grida come stanno le cose: La voi stessa! Quella che eravate prima di conoscere questa testa di caxxo!

E’ importante sempre avere qualcuno a cui appoggiarci, a cui chiedere aiuto ma quando finisci nella ragnatela di questi personaggi, poco alla volta perdi per strada le persone che nutrono una sincera amicizia verso di te, che ti stimano, che ti vogliono davvero bene e che per questo si accorgono quasi subito dell’oscurità che ti sta avvolgendo.

E’ forse un caso che siano le prime da cui vi fa allontanare? No!!! Ovviamente non vi dice di farlo in maniera esplicita ma un pò alla volta lo fa fare a voi… Tic, tic, tic… Non potete attribuirgli la responsabilità di questo: vi ha mai detto apertamente di farlo? Eh eh eh eh…

La cosa che a me manda in bestia, è il piedistallo su cui si mette. Sono tutti sfigati, rincoglioniti, incapaci. Lui no… Se potesse rilegherebbe pure Dio in una di queste categorie, probabilmente reo di avergli rubato il posto!

Carissime tutte… Il consiglio migliore che posso darvi (ricordandovi che sono ancora in cammino verso l’uscita del tunnel), è quello di scrivere a voi stesse. Io mi ero resa conto che nello stordimento in cui riusciva a farmi precipitare con accuse assurde, situazioni alterate ecc., mi dimenticavo ciò che era successo o meglio, a grandi linee ovvio che mi ricordavo ma era tutto confuso, come fossi sotto l’effetto di qualche sostanza tossica! (sì, LUI ndr)

Per questo ho iniziato a scrivere quello che avevo vissuto man mano che ricordavo particolari e poi, nei momenti di calma, scrivevo come mi sentivo, quello che notavo ecc. Però attente a non rivelare MAI a lui questa cosa! Sarebbe fornirgli un’arma contro di voi ed in primis per avvallare il suo “sei matta, non sei normale”… Ve lo ha detto vero?

In questa ultima discussione, durata due giorni e che mi auguro sia l’ultima, ho fatto un salto di qualità… Sono riuscita a registrare. Purtroppo in entrambe i giorni solo il secondo round perchè il primo mi è arrivato fra capo e collo all’improvviso!

Sapete perchè l’ho fatto? NON per avere qualcosa da fargli sentire nel momento in cui avesse cambiato le carte in tavola, ma per riascoltarlo io! Per avere l’opportunità di essere spettatrice di ciò che è successo, delle dinamiche che mette in atto quella m…, della sua faccia tosta, della sua furia, della sua cattiveria! DEL SUO NON AMORE.

Avere la possibilità di diventare spettatrici è una fonte incredibile di informazioni, una doccia calda che lava via la confusione, la costante autocritica (solo vostra), il dubbio che abbiate capito male, interpretato male, parlato male… Tutte idee inculcate da lui nel tempo. Ora è tutto lì! Inciso e scolpito nella roccia accidenti! Finalmente!!!

Non sono ancora riuscita ad ascoltare la registrazione, è troppo fresca la cosa e non ho ancora recuperato le forze per sentire… Eh… Non è mica facile trovarsi davanti uno specchio, al di sopra di ogni dubbio, sincero.

Non sono ancora pronta a sentirmi annaspare, a sentire cosa gli ho permesso di dire e di farmi… Sarà inevitabilmente una sofferenza verso me stessa… Come una madre quando vede un figlio che sta male. Mi serve qualche giorno di respiro.

Quanti articoli avete letto sull’argomento? Quanti in cui, nero su bianco, trovavate l’elenco di quello che vi stava succedendo, la descrizione della persona che avevate a fianco, gli ammonimenti sul fatto che nulla cambierà e tutto si ripeterà…

Credo che niente possa avere la potenza dell’essere spettatrici a posteriori riascoltando quello che avete passato. Qualcosa su cui schiacciare play ogni volta che rischiamo di ricadere in tentazione. Non è poco…

Carissima me e carissime tutte… Ci siamo.

Carissima me… Vieni… Ti sto aspettando

Ci siamo… Carissima me, tesoro… E’ successo di nuovo ma sapevo che scriverti la mia prima lettera sarebbe servito. Hai potuto leggere nero su bianco quello che prima o poi sarebbe successo ed averlo fatto in un momento di calma (apparente), ha reso tutto più incisivo.

Non è veggenza ma esperienza. Il ripetersi di un brutto film che a quanto pare si è ripresentato.

E’ stato peggio delle altre volte vero? L’assurdità delle accuse mosse è passato ad uno step successivo: più tagliente, la realtà è stata modificata a suo comodo in maniera ancora più sfacciata, il muro di gomma è stato ancora più evidente. E’ così vero?

Ha tirato in ballo cose che non c’entravano nulla? Appartenenti a discussioni passate che dovevano o pensavi fossero chiarite ed archiviate? E’ riuscito a farti impazzire partorendo visioni fuori da ogni logica?

Carissima me, sei il mio tesoro. Cogli questa opportunità perchè è così che si chiama: OPPORTUNITA’.

Opportunità di uscire da queste sabbie mobili, di ritrovare la tua vitalità, la tua identità.

Lo so che senti l’ansia stringerti lo stomaco, vorresti prenderlo a sberle solo per restituirgli il dolore che ti ha inflitto nel tempo. Sai di poterglielo restituire solo con delle sberle perchè è l’unico dolore che riesce a sentire.

Oggi è il solstizio d’estate ed ha un significato profondo. Fai in modo che sia anche il tuo solstizio. Fidati di me, è passato solo un giorno, per questo la ferita è così sanguinante ma non mentirmi… Sai che questa è un’opportunità.

Allora non ascoltare solo la rabbia, lo sconforto, l’incredulità ma guarda oltre… Là trovi me. Ti sto aspettando e sorrido! Sapessi come si sta bene qualche passo più avanti!

Qui non devo preoccuparmi di cosa dico, del modo in cui lo dico, delle persone con cui parlo, di non soffermarmi con lo sguardo più del dovuto, di comportarmi seguendo le direttive che mi vengono imposte. Qui non ho paura di esprimermi e sento la vita scorrermi nelle vene!

Pensa che qui non devo nemmeno sostenere le aspettative categoriche di nessuno, piaccio così come sono e i problemi si risolvono e si archiviano!

E’ bellissimo non dovere stare attenti a parlare, non dovere pensare a come mettere insieme una frase che potrebbe potenzialmente infastidirlo! Che libertà non avere a che fare con qualcuno che si infastidisce e si offende con estrema facilità!

Pensa che qui a dieci passi da dove sei ora, vado bene così come sono!

Carissima me… Vieni… Ti sto aspettando…

Quando vuoi solo qualcuno che ti salvi

Vi è mai successo di trovarvi in un momento in cui vi sentite in balia delle onde? Fai una bracciata sperando che sia quella che ti porti nella direzione della riva ma niente.

Ci sono giornate in cui le onde si calmano e tu speri che sia di buon auspicio o che gli sforzi fatti finora stiano portando risultati… Poi si alza il vento e con lui le onde.

Sforzi per pensare positivo, per riuscire a capire cosa stia succedendo, per trovare cosa ci sia di sbagliato perchè ci deve essere qualcosa che sbagli. Lo sai cos’è. Mentre le onde ti trasportano dove vogliono hai quella cosa dentro lo stomaco dove trovi la risposta e solitamente ti sembra qualcosa di troppo difficile da prendere in mano e cambiare e allora… Vuoi con tutte le forze qualcuno che ti salvi.

Vuoi quello che da piccole abbiamo sentito in tutte le favole: il principe che ci salvi dal drago e ci faccia uscire dalla torre in cui siamo imprigionate.

Lo sai che è infantile ma lo cerchi nelle lacrime che senti negli occhi e nella gola. Quelle che potresti fare scorrere a comando, quelle che stanno affogando la tua linfa.

Sei consapevole del tempo che scorre, di quello che in queste condizioni stai solo sprecando ma dove cacchio sta il bandolo della matassa? E’ in un cassetto ma ce ne sono tantissimi!

Vuoi solo qualcuno o qualcosa che ti salvi.

Intanto nuoti senza avere il controllo però non molli perchè la soluzione arriva, perchè tutto questo servirà a qualcosa e ha iniziato ad esistere perchè con le buone continuavamo a perseverare in qualcosa di sbagliato per noi e allora per le teste dure ci vogliono metodi duri.

Però quando sei troppo stanco, vuoi solo qualcuno che ti salvi.

Poi scopri che quel qualcuno sei tu.