Mentre scrivevo il titolo mi sono accorta che leggendolo, una persona poteva aspettarsi uno scritto romantico, colmo di nostalgia e miele… Una donna che scrive al proprio amato partito per un paese lontano, rientrato in patria oppure il racconto di un amore bellissimo e profondo che una serie di vicissitudini gli impedisce di essere vissuto.
Quante variabili…
Quello che racconto invece è il secondo giorno lontana da un lui tossico.
Ieri, specialmente la mattina, ho avuto dei momenti di forte agitazione misti a rabbia ricordando parole che mi ha rivolto, fatti distorti, modificati a suo piacimento e vantaggio ma, di contro… Un senso di libertà e serenità che mi fa capire di avere preso la strada giusta per me. Quella che avevo perso.
Non avverto più (sperando prosegua), quell’ansia latente che mi teneva giornalmente a braccetto anche nelle giornate tranquille, in cui il rapporto filava liscio. Questa compagna silenziosa era quella che mi stava lentamente logorando, quella con cui dovevo fare i conti ogni giorno cercando di trovare qualsiasi cosa mi facesse smettere di percepire la sua presenza. Funzionava solo per poco, era lì.
So di essere ancora vulnerabile. La mattina mi sveglio e nell’accendere il cellulare prego di non avere nessun messaggio da lui… Perchè non lo blocco? Per non dargli un appiglio o un motivo per criticarmi. Temo la sua prossima mossa, se ci sarà, ma cerco di non pensarci…
Ieri sera son uscita a cena e l’ho fatto senza avere il peso di quello che poteva dirmi, se la cosa lo avrebbe infastidito, se me lo avrebbe un giorno rinfacciato. Mi sono sentita libera e questo mi ha regalato serenità. Non ho fatto nulla di particolare: cena e passeggiata. Alle 22.00 ero già a casa. Mi sono messa a letto ed ero tranquilla.
Cosa mi teneva a braccetto ieri sera? La gratitudine. Una profonda gratitudine per sentirmi così, per avere risentito come ero. Per avere sentito come ci si dovrebbe sentire sempre e come dovrebbe farti sentire la persona che hai a fianco.
Concludo con una foto che ho fatto ieri al ristorante. Non credo sia stato un caso e mi piace pensare che sia così.


