Variare sulla solita “tabella di marcia”

Ieri è passato a trovarmi in ufficio un mio carissimo amico, Lorenzo. Una marcia in più su tutto, un entusiasta, un vulcano, uno che è passato sotto un treno e ne è uscito come pochi sarebbero riusciti a fare. Un’iniezione di energia anche per me!

Lorenzo mi dice quello che pensa, mi guarda, mi conosce e può permettersi di dirmi o riprendermi. Sono felice quando lo fa perchè ogni tanto tutti avremmo bisogno di quel qualcuno che ci regala schiettezza. Lui è così.

Iniziamo a parlare del più e del meno e quando poi i racconti si fanno dettagliati sugli aspetti che in quel momento mi stanno a cuore o che mi occupano la testa, arriva la sua analisi. Discreta, puntale e vera.

E’ il punto di vista di un uomo pratico, che sa osservare e guarda a tutto con leggerezza ma senza per questo sminuirlo.

Mi ha nuovamente ripresa per la mia dedizione verso l’esterno che finisce per farmi trascurare me. Lo so, è così, ma lui ha un modo di dire le cose che mi fa riflettere.

Morale della favola, ieri sono tornata a casa e, invece di dedicarmi alla mia ora di ellittica, sono uscita e me ne sono andata in montagna a piedi. Con i miei pensieri, osservando e godendomi questa variante sulla solita tabella di marcia.

Nel rientro ho pensato alla “solita tabella di marcia”. L’errore insito che commettiamo tutti è di fare e percorrere sempre la stessa strada, le stesse abitudini. Perchè?? Per abitudine sicuramente ma forse anche perchè questo ci trasmette una sorta di sicurezza, una bolla in cui cullarci perchè sappiamo ormai esattamente cosa troviamo.

Cosa ci impedisce di apportare delle piccole modifiche, un pò alla volta? Cambiamo bar, panetteria, se il punto di arrivo è lo stesso prediamo a sinistra anzichè a destra, indossiamo l’orologio nell’altro polso, alziamo gli occhi per vedere particolari che non avevamo mai notato!

C’è bisogno di nuove energie, o meglio di un ricircolo che la staticità o ripetitività, non può darci. Non costa nulla iniziare e chissà che poi non siano le variazioni sul quotidiano a diventare abitudine!

Credo sia terapeutico per tantissime cose ed in primis per ritrovare quel brivido che tutti da bambini abbiamo provato e che si tramutava in un sorriso entusiasta… La scoperta di qualcosa di nuovo. No, il paragone non è esagerato…

Auguro a chiunque di avere o incontrare un “Lorenzo”.

Mi dice cose bellissime ma non gli credo fino in fondo

Mi ha detto e dice delle cose bellissime, che indubbiamente suscitano delle emozioni ma… Non gli credo. C’è quella parte profonda di me che non riesce a credergli.

La questione non è da quanto tempo ci frequentiamo perchè ho vissuto relazioni in cui dopo una manciata di ore, ho ascoltato parole che ho subito percepito come vere, senza dubbio e nel profondo sentivo che nascevano dalla sincerità!

Con lui non è così… Mi metto seduta e nel silenzio rivivo quegli specifici momenti pensando che la mia percezione cambi, che sparisca quella vocina. Niente, è sempre presente e non solo! Si aggiunge anche una sorta di certezza che sia un copione che si ripete.

“Tu mi sposeresti? Io ti sposerei”… Chi non avrebbe il cuore in fiamme dopo una frase così? Invece niente! Non gli credo… E’ come se mi dicesse “Tu mangeresti risotto questa sera? Io sì, lo mangerei”. Lo troverei anzi più vero!

Lo so, la spiegazione più immediata è sostenere che non sono innamorata o che non mi interessi ma non è così! Giuro che mi piace e più volte mi scopro a guardarlo con occhi languidi ma tante o tutte le cose “importanti” che mi dice non le sento vere.

E’ ammissibile o ipotizzabile proseguire in una relazione dove le cose stanno così? Lo è altrettanto pensare di poter mettere a tacere certe sensazioni e percezioni senza rischiare di annullarsi? Il punto focale e che più mi preme, è proprio questo! Rischiare di andare contro a quel legame ancestrale che ognuno ha, più o meno sviluppato, governato dall’istinto.

Non so e non credo esista una risposta esaustiva ma ne esiste una quantomeno di buon senso.

La ragione o meglio, la verità, non può essere un dato certo o dimostrabile fino in fondo ma se qualcosa “disturba” o non rende serena la nostra anima, non va bene!

Qualsiasi cosa non ci faccia “scorrere” e sentire leggeri NON VA BENE, che si tratti di amore, amicizia, lavoro, hobby…

Tutti parlano di felicità ma la felicità non può essere costante o durare immutabile del tempo. La cosa da ricercare e preservare è la SERENITA’. Qualsiasi cosa ci tolga quella sorta di pace che sentiamo dentro, NON VA BENE. Lo scrivo per dirlo anche a me stessa in questo momento in cui le mie sensazioni mi hanno parlato e mi ritrovo a dar loro ragione.