Come diceva Bukowski, ad un certo punto ti stufi di parlare e cercare di farti capire. Ad un certo punto non ti resta che sorridere e mandare a fanculo!
Credo che specialmente nelle donne, esista questo lato oscuro in cui alberga una masochistica ostinazione. Parlare, cercare di spiegare, di chiarire, di scavare… Ma perchè???
A volte non c’è nulla da scavare, nulla da approfondire: le cose sono così come appaiono, così come ti vengono sbattute in faccia. Continuare a togliere strati per analizzarli attentamente, altro non fa che protrarre l’agonia ma soprattutto investire del tempo che potrebbe essere impiegato in altro!
La stessa cosa vale nelle discussioni. Tante volte ci si dovrebbe fermare e capire che: opzione A. Non c’è più nulla da dire B. Il nostro interlocutore è su tutt’altra frequenza C. Proseguire ingigantirebbe la questione a dismisura rendendola fuori controllo D. Sticaxx
Invece, specialmente l’essere femminile, non molla l’osso. Il tenente Colombo nella sua ricerca di indizi è un pivello a confronto! I dettagli vengono messi sul piatto come le lenticchie a Capodanno e la cosa divertente è che se questo piatto lo state servendo a qualcuno di sesso maschile, non saprà o si ricorderà del 90% di questa zuppa di dettagli! Allora perchè andare avanti??? Sono sufficienti due o tre frasi composte da parole giuste, chiare e secche. Senza sfumature, ritagli o ricami. Se vogliono capire, capiranno e se non vogliono capire non lo avrebbero fatto nemmeno con un poema! Risultato: il vostro fegato ve ne sarà grato.
Ricordiamoci che frasi che poi si tramutano in detti sono depositari di grandi verità. “Un bel tacer mai scritto fu” (Iacopo Badoer – Il ritorno di Ulisse -)
