Rischio sonnolenza cerebrale… I campanelli d’allarme

L’altro giorno ero in macchina ed ho sentito alla radio una cosa che ha attirato la mia attenzione… Stavano parlando di uno strumento avente la funzione di “misuratore” quale alleato in cucina.

Questo strumento avrebbe sollevato l’umanità dall’onere di dover dosare gli ingredienti. In prima battuta, il termine pensato un pò da tutti sarà stato “comodo” ma poi, per quanto mi riguarda, in seconda battuta il ragionamento è stato diverso.

Mi sono chiesta se in questo modo non ci si avvicini sempre di più ad azzerare quello che è il nostro senso pratico e logico. Se pensiamo di doverci evitare anche lo sforzo di valutare la dose più opportuna o tentare di indovinare il seppur odiato “pizzico” o “q.b.” (quanto basta). Quale direzione stiamo prendendo? Quella di atrofizzare il nostro cervello riducendolo ad un mero esecutore delle indicazioni dettate da uno strumento???

Perchè demonizzare “i tentativi” che portano poi al risultato positivo con una conseguente soddisfazione dell’ego? Ok, stiamo parlando di torte o di frittate ma… Immaginate di dire alle vostre nonne o bis nonne che siete in crisi perchè non siete in grado di capire il quantitativo di farina necessario per fare la pasta fresca!
Credo vi guarderebbero con occhi compassionevoli. Penserebbero in silenzio che se tanta evoluzione ed “istruzione” ha portato a questo, forse era meglio crescere senza agi ma con il cervello nutrito ed allenato!

Non si sta parlando di ingegnarsi per costruire un nuovo prototipo di sonda spaziale ma semplicemente di farlo in cucina!!! Aprire il frigo e sapere che per fare la carbonara non devo usare tutto il mezzo kg di pancetta. Fare un ragionamento che in due secondi porti a capire la dose opportuna.

Non so perchè mi abbia messo una sorta di amarezza ascoltare quella notizia ma veramente mi è sembrato l’ennesimo campanello d’allarme. Un campanello che vuole avvisarci della strada che il genere umano sta prendendo… Quella di un’esistenza in cui il ragionamento autonomo viene brutalizzato e l’acume soffocato. Quale può essere il risultato se non una serie di cervelli dormienti?

Ovviamente, ribadisco che il punto non è tanto lo strumento in sé, ma ciò che rappresenta. La mia non vuole nemmeno essere o diventare l’ennesima teoria complottista. Semplicemente portare qualcuno a valutare se sia davvero necessario smettere di allenare il senso logico o pratico. Questi ultimi fanno parte di una fonte a cui si è attinto per millenni. Smettere di utilizzarla in un ambito così semplice e quotidiano come la cucina, significa pensare di dover arrivare ad ogni cosa senza il minimo sforzo o impegno.

Non lo so, starò esagerando ma… Forse vale un minuto di riflessione… (Sempre che non ci sia già uno strumento che rifletta al posto nostro!)

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