A volte ci si potrebbe paragonare ad un bambino che sta imparando a camminare. Seduto a terra, piega una gambetta, poi l’altra, fino a trovarsi nella stessa posizione dell’aereo quando sta per decollare. Una spinta e su! Ma poi l’equilibrio non è ancora stabile e allora giù di nuovo con un bel colpo al sedere…
Mi sento esattamente così. Tentando di superare un momento difficile, piego una gamba, poi l’altra, prendo lo slancio, mi alzo e poi succede qualcosa che mi fa ritornare a terra. A differenza di quando si è bambini, non ci sono le braccia amorevoli della mamma a sorreggerti, la sua voce ad incitarti, il suo sorriso fiducioso. Ci sei tu.
Dovremmo essere noi la nostra mamma. Noi le braccia per sorreggerci, noi la voce che ci incita, noi il sorriso pieno di fiducia.
Sto leggendo un libro che dice appunto questo ma, cosa strana, la sto comprendendo a fondo solo ora mentre scrivo. Cercare le forze e la felicità fuori da noi, ci può portare solo ad un equilibrio instabile perchè questi due fattori dipendono da altri.
Non è semplice pensare di essere finalmente riusciti a rialzarci e poi invece qualcosa ci ributta giù. Ci fa rendere conto di quanto siamo ancora vulnerabili, di quanto basti una cazzata per farci perdere l’equilibrio… E’ in questo momento che dobbiamo andare oltre lo sconforto e vedere le nostre braccia di nuovo tese a dirci di riprovare, sentire la nostra voce incitarci e dirci che andrà tutto bene, vederci sorridere perchè è così, andrà tutto bene.
Mentre scrivo immagino mia madre mentre mi conforta e il mio papà che mi protegge come quando ero bambina e mi salgono le lacrime.
Ora è questo quello che sono. Una bambina che tenta di rialzarsi. E’ umano cercare aiuto da qualcuno di esterno. Ma nessuno di loro potrà essere così TUTTO come noi per noi stessi.
Il libro che sto leggendo si intitola “L’addestramento della dea guerriera“. Mi avevano consigliato “Il risveglio della dea” ma nell’immediato ho dovuto ripiegare su questo. Sì, lo so. Qualcuno penserà “i soliti libri new age” o similari, ma niente arriva per caso. Nemmeno i libri. Non sostengo risolvano le cose o diano risposte. Alle risposte ci si arriva da soli ma nel mio caso mi ha condotto a delle risposte, a pormi anche (o soprattutto) delle domande.
Ad un certo punto c’è una sorta di volontà o consapevolezza che si debba intraprendere un percorso. Anzi, non che si debba, ma che sia ora… E’ quasi automatico. Ti trovi a varcare la linea di partenza senza quasi rendertene conto. Individuale la decisione se proseguire…

