Più volte mi sono avvicinata a quella filosofia che sostiene l’importanza dei nostri pensieri non solo nel presente ma anche nella nostra vita futura.
E’ facile reperire scritti o libri che parlano di quella che si definisce “Legge dell’attrazione”. Ne parlava anche Albert Einstein:
“Tutto è energia e questo è tutto quello che esiste. Sintonizzati alla frequenza della realtà che vuoi e non potrai fare a meno di ottenere quella realtà”.
Una cosa a volte non così semplice da attuare, o probabilmente lo diventa man mano che ci si allena fino a farla diventare un’abitudine. Mi sono interrogata su cosa renda una cosa in apparenza così facile, di così difficile applicazione costante…
La risposta che mi sono data è: i condizionamenti esterni. Tutto ciò da cui veniamo bombardati ogni giorno e che ci fa perdere la concentrazione su noi stessi, sul SE’. Probabilmente se vivessimo in una foresta, non ci sarebbe nulla che ci dice come bisogna essere per sentirsi felici e non verremmo costantemente messi di fronte a dei modelli a cui paragonarci, perchè è proprio questo il punto.
Il fatto di sentirci in obbligo di fare dei confronti fra la nostra vita e quella di un altro è già frustrante di per sè! Ci sarà sempre qualcuno IN APPARENZA più figo, più sveglio, più realizzato, più fortunato e quindi diventa una partita persa in partenza per un comune mortale che vive adempiendo a degli impegni, delle problematiche da affrontare ecc.
Personalmente ho iniziato più di una volta ad esercitarmi sui miei pensieri, dirottandoli verso cose positive ma mi è sempre risultato semplice farlo quando vivevo un periodo sereno e poi non lo facevo più perchè tanto stavo già bene. Poi arrivava un momento meno sereno ed allora sì che è complicato riprendere “l’allenamento”… Perchè hai bisogno e vuoi dei risultati immediati o comunque a breve termine ma… Lo so anch’io che le cose migliori non hanno un processo semplice, quindi chi vogliamo fregare? La legge dell’attrazione si fa una gran risata!
Qual è dunque la soluzione?
Una potrebbe essere quella di continuare a nutrire i nostri pensieri positivi, i nostri sogni, i nostri desideri in uno di quei momenti in cui tutto scorre tranquillo. Riempire la serenità che sentiamo nel cuore come un sacco in cui metterci senza vergogna quanto più possiamo senza badare al cervello che magari ci dice essere cose impossibili. Chi se ne frega, è uno spazio in cui nessuno può entrare, un segreto fra voi e voi!
L’altra, quale mossa integrante, quella di non farsi condizionare da nulla, spegnere il mondo esterno e fingere di essere davvero in una foresta. Siamo quello che siamo e il doveroso rispetto verso noi stessi è davvero quello di non sminuirci mai mettendoci a confronto con qualcuno. Non avrebbe senso e la vita diventerebbe “ciò che succede mentre noi pensiamo ad altro” (frase di Allen Saunders).
Per concludere, prendo l’impegno di applicare e mettere in pratica le due soluzioni proposte e di ritornare sull’argomento con la massima sincerità… Cioè ammettere una mancata costanza o il raggiungimento dell’obiettivo (con relativi risultati)!

