Il buon pastore non manda al macello il proprio gregge

Ieri stavo guardando una serie televisiva ambientata perlopiù alla Casa Bianca. In questo episodio tutto ruotava attorno alla commemorazione di un attentato del 1998 in Uganda dove, l’esplosione di un ordigno, causò la morte non solo di personale statunitense ma anche civili.

La trama si sviluppava in parallelo fra una decisione che doveva prendere il Presidente ed il ricordo di un diplomatico sopravvissuto che raccontava della donna amata rimasta vittima dell’attentato. In 40 minuti di film mi sono posta degli interrogativi…

Il principale e che spesso mi sono ritrovata a fare, è molto semplice ed elementare. Gli esseri umani si rendono conto che per l’ambizione, l’orgoglio ed i capricci di una manciata di persone, sono in molti a morire? Capisco che questo ragionamento possa apparire troppo semplicistico, ma troppe volte ho l’impressione che la realtà sia lo specchio di un gregge di pecore che segue il loro pastore senza porsi nessuna domanda!

Secondo voi un buon pastore manderebbe mai al macello il proprio gregge? Secondo voi un buon pastore non dovrebbe fare quanto più in suo potere per cercare i migliori pascoli? Un buon pastore non ha come primo scopo quello di mettere in sicurezza il proprio gregge ed evitare ogni situazione di pericolo?

Il buon pastore deve meritare la fiducia del proprio gregge. Se così non dovesse essere, il gregge dovrebbe ribellarsi e dire no, smettere di seguire una figura che fa morire anche i loro piccoli.

Ecco dove risiede il potere palesemente dimenticato dell’essere umano: la facoltà di dire “no”.

Immaginate chi è al potere di una Nazione ed immaginate che decida di dichiarare guerra ad un altro Paese. Per mettere in atto questo progetto, di chi ha bisogno? Dei soldati e tutto il personale arruolato nel settore. Bene, poniamo il caso che questi ultimi dicano NO, FATTELA DA SOLO LA TUA GUERRA!

Altro esempio che potrebbe anche essere un’obiezione di quanto sopra. Una Nazione viene lacerata da una ferita come lo è un attentato. Per mettere in atto quest’ultimo abominio, vengono arruolati civili o soldati che siano. Bene, anche loro hanno la possibilità di dire NO. Altra obiezione: sono costretti a farlo perché sotto minaccia. Chi li minaccia? Scagnozzi del Potere che hanno altrettanta facoltà di rifiutarsi!

Vogliamo parlare dei due conflitti mondiali? Ragazzini di 14/15 anni che partivano a combattere una guerra di cui facilmente ignoravano persino le origini. Tutto questo per cosa? Si fidavano dei loro pastori e come loro i genitori… Entrambi separati senza la certezza di rivedersi! Agghiacciante.

L’essere umano deve imparare a riconoscere il cattivo pastore e soprattutto capire che è nelle loro facoltà decidere di non seguirlo più.

CONSAPEVOLEZZA.