Genitori ad ogni costo… Perché?
Premetto che la mia è una semplice analisi che non intende puntare il dito contro nessuno.
Il progresso scientifico ha indubbiamente permesso di raggiungere degli obiettivi o, nel caso specifico, desideri che altrimenti non sarebbe stato possibile realizzare. Ma come per ogni cosa sono convinta si debbano rispettare dei limiti…
Un desiderio non deve sfociare in ossessione. Le ossessioni rendono ciechi e rischiano di rovinare dell’altro; mi riferisco ad esempio al rapporto di coppia. La donna è notoriamente più caparbia e rischia di coinvolgere il proprio compagno in una situazione di stress eccessivo. Mi spiego facendo un esempio.
Conosco una coppia che, come è naturale, ad un certo punto voleva completare e sigillare la loro unione con un figlio. Dopo vari tentativi questa benedizione non arrivava ed allora hanno deciso di intraprendere una strada diversa rivolgendosi a degli specialisti. Il primo step è stata una semplice cura ormonale a cui lei si è sottoposta ma non è andata a buon fine. Secondo step l’inseminazione artificiale ma purtroppo nemmeno questa ha dato il risultato sperato. Raggiunto il limite massimo di tentativi consentiti in Italia, sono volati in Spagna. Nulla di fatto.
In questo lasso di tempo sono passati attraverso sbalzi d’umore di lei a causa delle cure e momenti di profondo sconforto ad ogni tentativo fallito. Tutto questo ha inevitabilmente portato un alto livello di stress all’interno della coppia dove non c’era spazio per altro se non per quella che, sì, era ormai diventata un’ossessione che li aveva anche allontanati dal loro giro di amici perché, ad esempio, ogni volta che un’altra coppia annunciava di stare aspettando un figlio o più semplicemente parlava dei figli che già avevano, lei cadeva in una profonda crisi. Iniziarono anche le liti motivate solo dalla paura che lui l’avrebbe lasciata perché non poteva dargli un figlio e la cosa continuò così per diverso tempo finchè la rottura è inevitabilmente arrivata.
La riflessione che faccio parte da un concetto di “accettazione” e guardo indietro ricordando i miei nonni che di fronte ad eventi che non lasciavano spazio a spiegazioni razionali, accettavano quanto accaduto attribuendolo alla volontà di Dio. Non fermiamoci al puro significato religioso che è in qualsiasi caso soggettivo, ma al fatto che ad un certo punto è necessario mettere uno stop e guardare avanti. Un episodio, un accadimento o il mancato raggiungimento di uno scopo, non può e non deve annullare un individuo.
Quante donne o uomini nella storia non hanno potuto avere figli? Tutti questi mezzi che ci mettono a disposizione, non rischiano di essere a discapito della nostra serenità? Dove sta scritto che per essere delle persone complete o felici o “normali”, si deve necessariamente avere un figlio?
L’essere umano rischia di essere sempre più in preda a deliri di onnipotenza ma, per fortuna dico io, la natura ci dà una lezione di umiltà rispetto a questo.
Se un uomo non è in grado di fornire alla propria compagna i mezzi per concepire, sarà quest’ultima a decidere cosa fare. Ne ha la facoltà senza per questo sentirsi od essere colpevolizzata da qualsiasi scelta potrà fare. Se una donna viene lasciata perché non può avere dei figli, si vede che lui non era la persona giusta e anche in questo caso nessuno va colpevolizzato. Dopo qualche tempo lei incontrerà certamente un uomo a cui non interessa procreare ma con cui girerà il mondo in barca a vela!
Quello che voglio dire è che ad un certo punto bisogna fermarsi e valutare dove ci sta portando un desiderio, valutare fin dove vale la pena spingersi e, permettetemi, accertare anche che, dietro, non si celi dell’egoismo…
Se deve essere sarà e se non sarà si vede che il mio percorso è fatto di altro.
