Istinto primordiale

A chi è capitato di rendersi conto di avere perso tempo? Investito energie in qualcosa che in realtà il nostro istinto ci diceva non andare bene per noi? Chi vi scrive è rimasta sorda per quasi otto anni. Otto anni…

In un minestrone di sconforto, rabbia ed amarezza, ho e sto mettendo insieme tutti i tasselli. Tasselli che non ho voluto vedere o a cui non ho dato l’importanza che in realtà avevano. Tasselli che il mio istinto aveva visto, mi aveva gridato ed io sono rimasta sorda.

Cosa voglio? Voglio dire, gridare e scongiurare di ascoltare il vostro istinto. Quella voce primordiale che cerca di resistere a condizionamenti fasulli che ci bombardano sistematicamente ed in tutto questo rumore, saliamo a piè pari su delle bombe mascherate da verità ma con il tempo… Boooom!

Chi non ha mai sentito o detto la frase “Va dove ti porta il cuore“, titolo di un libro di Susanna Tamaro. Nella sostanza l’ho sempre trovato un bell’invito ma non così semplice nella pratica… La sua stretta applicazione poteva comportare situazioni di sofferenza o scorrettezza nei confronti di terze persone. Ritenevo che ci volesse, indubbiamente una dose di coraggio, ma anche una di menefreghismo/incoscienza. Allo stato attuale delle cose, ho rielaborato questa frase e l’ho guardata da un’angolazione leggermente diversa ma forse più adatta a me ed a persone come me (quelle del tipo “penso, rifletto e ragiono 100 volte prima di fare qualcosa”).

La frase adattata è questa “Resta in silenzio e ascolta il tuo istinto primordiale”. Per “ascolta” non intento solamente il “sentire” ma anche il “fare ciò che dice”. L’istinto primordiale di cui parlo è lo stesso che ad un animale fa presagire il pericolo e lo fa fuggire. Il pericolo che può arrivare da un altro animale, da una situazione, da un’ azione.

Il mio istinto primordiale mi aveva avvisato e a quasi otto anni di distanza, posso dire che avesse ragione.

Non ho vissuto una storia “maledetta”. Era una persona con cui c’erano affinità mentali, rispetto reciproco e libertà ma… Non era l’uomo in grado di darmi il legame in cui sentirmi realizzata. Il mio istinto me lo aveva detto ma ho voluto crederci, insistere, credere a lui, credere alle parole, ascoltare zavorre “educative”. Più passava il tempo è più tutto questo prendeva il sopravvento sull’istinto.

Ho fatto il giro dell’oca ritrovandomi a dare atto al mio istinto. Era stato schietto, sincero e amorevole verso di me. La differenza? Non posso ripercorrere questo giro dell’oca a ritroso.

Non credo serva spiegare. Se tutto questo ha aperto un varco in chi legge, ho raggiunto la mia mission: mettere al servizio di qualcuno otto anni (persi).

Non nascondo che nei momenti di serenità, a cui mi aggrappo con le unghie, mi rendo conto di essere grata per quello che è successo perchè mi ha regalato ciò che dovevo imparare. Mi ha regalato un bagaglio che in futuro mi impedirà di fare altri giri dell’oca.

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