Quando qualcosa non scorre più

Lo si medita, lo si rifiuta, lo si respinge, lo si desidera, lo si teme… Quando arriva il momento in cui si ha il coraggio di fare il “giro di boa”?

Lo si vede all’orizzonte appena si insinua il pensiero che qualcosa nella tua vita non scorre.

Inutile negarlo, le cose non vanno come vorresti perchè altrimenti non sentiresti quella sensazione. Insoddisfazione…

Appena la senti imputi l’origine alla stanchezza, ad un periodo circoscritto, al ciclo! Ovviamente ci sono anche i casi in cui è effettivamente così, ma quando la cosa si fa insistente, non c’è più sabbia a sufficienza.
Ci si chiede l’origine di questa insoddisfazione, ma non si può fingere a lungo perchè la si conosce benissimo. Solitamente è una verità scomoda, che comporta una rivoluzione e le rivoluzioni necessitano di coraggio ed energia.

Proprio io che sto scrivendo, vedo quella boa e mi è diventata così familiare anche se da molto tempo cerco di ignorarla. Ho provato a nuotare nella direzione opposta e a volte sono anche riuscita a voltarmi e non vederla più, ma poi le onde mi hanno riportata sul suo raggio d’azione. Sono una vigliacca?

A 18 anni ho avuto il coraggio di andarmene di casa ed ora, 20 anni dopo, dovrei avere le spalle più larghe e l’esperienza per gestire le situazioni. Non riesco a sbloccarmi.
Sono troppo razionale? Sì. Ho perso per strada quell’incoscienza che ti porta a seguire solo quello che senti vada per te, solo per te. Quella leggerezza che mette a tacere il cervello, i sensi di colpa, i calcoli sui pro e contro.

L’altro giorno un mio amico si lamentava del fatto che fossi sparita e a questo ho risposto spiegando di essere in un momento di transizione. La sua risposta è stata breve ma rumorosa per tutte le mie paturnie…

LASCIA CHE ACCADA.

Ho fatto un sospiro da cui è uscita tutta la stanchezza dei mille ragionamenti che continuavo (e continuo) a fare. Come salire una montagna fra le intemperie e ad un certo punto fermarsi e lasciarsi cadere sulla neve allargando le braccia. Ritrovarsi sdraiati su quel manto candido e guardare per aria senza pensare a nulla se non una cosa… Fanculo. Ora sono stanca!

Sto assaporando la libertà, quella bracciata che manca per il giro di boa ma è come quando di notte sogni di dovere correre e non ci riesci. Le gambe si muovono al rallentatore e tu ti sforzi e vai in affanno. Ecco come mi sento.
Ho la consapevolezza che rischio di perdere altro tempo, altri anni in cui le cose non cambieranno e mi ritroverò nello stesso identico punto di adesso. Con la differenza che gli anni saranno di più, le forze di meno e la sensazione di essermi fatta scivolare dalle mani me stessa, sempre più amara.

Ad essere sincera mi piace il fatto di scrivere su qualcosa di irrisolto, su cui non ho consigli da esprimere. Mi riporta con i piedi per terra ricordandomi che, finchè ci siamo nel mezzo, una situazione non appare più così semplice. Quando si danno dei consigli, tante volte ci si stupisce  perchè per l’altra persona non riesce a capire che la soluzione è lì a portata di mano! Queste sono docce d’umiltà che fanno bene…

Alla fine, la domanda che mi faccio è questa… Sostengo da sempre la correttezza verso gli altri ma quella verso di me, dove cacchio sta???
La me 18enne sta scalciando e gridando… “Ti voglio bene e sbrigati a uscire da dove ti ho lasciata!”

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