Mi trovavo in una piccola spiaggia in Liguria dove poi si è radunato un gruppo di ragazzini, penso di una qualche colonia estiva o simili. L’età credo si aggirasse attorno ai 10 anni, chi più chi meno.
Ad un certo punto tre maschietti si sono messi a scavare la classica buca nella sabbia. Dopo poco si è avvicinata una ragazzina che ha chiesto se poteva essere d’aiuto. Il leader del gruppetto (c’è sempre il maschio alfa), rispose con un secco no.
Passati cinque o dieci minuti la ragazzina ritenta l’approccio ma in modo diverso… Si avvicina chinandosi sulla buca e, mentre scavava con le mani, elargiva consigli su come sarebbe stato meglio fare. Ho sorriso.
Ho sorriso considerando come sia già insito nelle piccole donne questa smania di dare consigli (o meglio correggere) ai maschi! Mi sono analizzata nel rapporto con il mio compagno e anch’io quando lo vedo fare qualcosa non riesco a non dirgli che forse sarebbe meglio fare in altro modo! Quando gli chiedo se vuole aiuto, ad un suo rifiuto mica mi arrendo, sto lì come un falco aspettando il momento giusto per dimostrargli che invece sì, con il mio aiuto si fa prima ma soprattutto meglio!
Oddio… Sono una rompi palle! Come fa a sopportarmi? Però…
Però il segreto è che gli uomini sono programmati per avere questo tipo di pazienza, che forse è più una scrollata di spalle… Sono allenati fin da piccoli!
Guardavo questa scena e mi sono messa nei panni di un uomo. Ho realizzato che se la donna dovesse “subire” questa cosa, come minimo la risposta sarebbe un ringhio del tipo “Come puoi pensare che non lo stia facendo nel modo giusto? E’ una mancanza di stima e rispetto nei miei confronti!!!”
Come minimo le frecciatine in proposito non si sarebbero risparmiate per almeno i dieci giorni a venire. Invece, l’istinto di sopravvivenza, ha portato questo scaltro uomo dalla bile intonsa a dare una scrollata di spalle.
Ancora ricordo il moto di solidarietà che ho avuto in quel frangente. Avrei voluto avvicinarmi al maschio alfa per ringraziarlo e scusarmi a nome di tutte. Gli avrei fatto presente che con gli anni sarebbe stato sempre peggio e che il mio grazie valeva per tutte le volte in cui avrebbe attivato quella serena accettazione.
Piccolo uomo, crescendo ricordati di quella pazza che un giorno ti si è avvicinata sulla spiaggia e ti ha abbracciato scusandosi. Ricordati di quando ti disse che i vostri meccanismi mentali più semplici rispetto a quelli delle donne e che sono il vento che spazza via molte tempeste!
Poi mi sono voltata verso il mio compagno raccontandogli tutti questi pensieri. Gli dissi che mi rendevo conto di quanto dovesse essere pesante questo atavico atteggiamento. Lo ringraziai promettendogli (con occhi cerbiattosi) che non sarebbe più successo!
Non credo avesse capito bene la complessità di questa illuminazione, ma di certo aveva compreso che sarebbe andata a suo vantaggio…
Ovviamente atteggiamenti così ancestrali non sono semplici da modificare e quindi mi sorprendo ancora con la bacchetta da maestrina in mano ma… La differenza è che ci penso e magari una volta su tre non ci metto becco ed il fatto di avere capito che in fondo è un vantaggio anche per me, so di avere ancora margine di miglioramento!
Se il sopracitato bimbo alfa leggerà questo testo fra dieci anni, sappia che, per prima cosa non mi hanno rinchiusa e, come seconda, che ha contribuito a migliorare la vita di un uomo (il mio!)
