Diego Della Valle e lo spirito imprenditoriale

L’altra sera ho visto la trasmissione di Lilli Gruber nella quale era ospite Diego Della Valle. L’argomento trattato era l’attuale situazione governativa dell’Italia.

Premetto che Della Valle ha confermato anche in questa occasione la sua competenza, il suo modo sempre elegante di esprimersi cercando di mantenersi in un territorio imparziale ed oggettivo. Cosa per cui continua a godere della mia massima stima ed ammirazione.

Le sue argomentazioni mi hanno portata a credere ancora di più in un pensiero che per me rappresenta la soluzione ai problemi del nostro Paese. Per un periodo di tempo anche limitato, creare un team di imprenditori italiani scelti fra i molti, conosciuti e non, presenti in Italia.

Come per le loro aziende, l’interesse e fine ultimo sarebbe solo ed unicamente quello di fare funzionare le cose.

Li immagino seduti ad un tavolo in cui ognuno porta la propria strategia CONFRONTANDOSI con i COLLEGHI presenti. Colleghi… Eccolo il focus…
Si riterrebbero colleghi fra di loro, marinai sulla stessa nave e non avversari per il semplice fatto di fare parte di schieramenti od idee politiche diverse.

Troppe volte mi chiedo se i politici si rendano conto che praticare questo vicendevole ostruzionismo a prescindere, non porta da nessuna parte!
Impiegare tempo ed energie finalizzandoli a cogliere in fallo l’avversario politico, è da ignoranti.

Pensare di surclassare qualcuno mettendolo in cattiva luce, è da folli perchè diventa un serpente che si morde la coda. Un boomerang che ritorna da dove è venuto ed in questo gioco, il banco annaspa. Il banco siamo noi per dio!

Sentendo parlare Della Valle, con la sua incisiva pacatezza, in me si delineava chiara l’immagine di questa, forse utopica, task force di imprenditori. Avevo una sensazione di benessere e sicurezza.

Si è ampiamente capito dall’ultimo risultato elettorale che la gente ha solo voglia di cambiare. Potrebbe anche arrivare Topolino, l’importante è che scompaia il fetore di promesse e parole trite e ritrite fatte da una classe politica non più degna, ben lontana dai Degasperi o dai Pertini. Hanno vissuto di rendita sulla credibilità creata da questi ultimi, ma negli anni si è consumata nelle trasmissioni televisive dove si sono fatti tirare torte in faccia, in salotti televisivi che diventavano pollai, in scandali e bassezze!

Anche nelle realtà più piccole, che siano imprese, associazioni di Volontariato o circoli sportivi, è necessario che alla guida vi sia una persona dotata di SPIRITO IMPRENDITORIALE. Non importa se sia laureato o meno, se sia artigiano o poeta. Se manca lo spirito imprenditoriale non ci potrà essere una direzione chiara, una visione d’insieme finalizzata a qualcosa di preciso, una capacità di comprensione ed interazione. Se il vertice non è saldo, di conseguenza tutto il resto non lo sarà; si farà strada la confusione, il dubbio e l’insicurezza.

Il pesce puzza dalla testa.

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