Usare la nostra volontà per forzare le cose

Cito testualmente dal libro L’addestramento della dea guerriera: “… cerchiamo di usare la nostra volontà per costringere le cose ad accadere nel modo in cui noi pensiamo debbano accadere”. Cavolo… Quante volte lo avevo fatto anch’io? Sistematicamente.

Sono uscita tre mesi fa da una relazione lunga otto anni e quando ho letto questa frase mi sono bloccata e l’ho riletta. Lo avevo fatto per otto anni. Volevo assolutamente che questa relazione andasse avanti quando invece avrei dovuto finirla già dopo poche settimane.

Per tutta una serie di motivi che vanno dall’essere uscita da una precedente relazione complicata, al conseguente desiderio di qualcosa di “normale”, ho usato la mia volontà per fare in modo che la relazione andasse avanti quando invece non sarei dovuta andare oltre il mese.

E’ incredibile pensare quanto la nostra volontà possa esserci alleata e quanto invece nemica se messa in atto senza ascoltare ciò che il nostro intimo tenta di dirci. Intestardirsi e applicarsi per portare avanti un progetto va bene, ma è fondamentale tenere presente chi o cosa coinvolgiamo. Andare avanti a testa bassa prendendo quello che ci si para davanti rischia di portarci ad una lenta morte energetica. Fidatevi di chi parla per esperienza.

Io mi sono ritrovata dopo otto anni davanti ad un palazzo collassato. Senza più energie, usando le ultime per scavare nelle macerie tentando di trovare qualcosa… Ma sotto le macerie ci sono solo macerie. L’unica cosa da fare è chiudere il cantiere, prendere atto ed IMPARARE.

Tutto deve fluire. Il fiume arriva sempre dove deve arrivare ed ho capito che tentare di deviarne il corso è oltremodo stupido. Controllare gli eventi, perchè alla fine è di questo che si tratta, è solo una perdita di tempo. Portando il mio esempio, una cosa che nel profondo sapevo di non dover portare avanti, alla fine si è conclusa ugualmente ma con la differenza che non posso risalire il fiume e riavere otto anni di vita.

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