L’altro giorno sono andata in un negozio dove vendono i prodotti dell’annesso vecchio mulino rimesso in funzione. Gliene aveva parlato al mio fidanzato un suo collega e, sapendomi sempre alla ricerca di queste particolarità, ed ancor più se rimandano al passato, me ne ha dato sollecita informazione!
Entrata nel negozio la prima cosa che mi è arrivata è stato il profumo di cereali, di sole, di terra.
Ero già in visibilio! Mentre aspettavo che la signora dietro il banco finisse di seguire una cliente, mi sono guardata in giro.
C’erano sacconi di carta colmi di cereali di ogni tipo, dall’orzo al miglio, barattoli con semi di ogni genere… Solo con gli occhi avevo già speso 1.000,00 euro! Per fortuna prima di rimanere “in mutande” arrivò il mio turno!
La signora, preparatissima, ogni volta che le indicavo un prodotto che volevo me ne raccontava la storia, come veniva lavorato, la provenienza e me ne suggeriva cottura e ricette.
AMO, ADORO, AMMIRO, STIMO e MI ENTUSIASMO per le persone che sanno fare e fanno bene il loro lavoro! Pensiero che ovviamente ho condiviso con la signora complimentandomi con lei.
A questo punto mi racconta di essere lì solo da qualche mese e che prima, per anni, aveva lavorato in un negozio di scarpe. Ha aggiunto di essersi sempre interessata ad un certo tipo di alimentazione, ai prodotti antichi e che, quando le hanno fatto la proposta di andare a lavorare lì, ne è stata ovviamente entusiasta.
La passione del proprio lavoro. Gliela si leggeva in faccia. I suoi occhi erano luminosi mentre riempiva i sacchetti con i prodotti che le chiedevo.
Una volta uscita ho considerato quanto faccia la differenza fare un lavoro che si ama. Al di là del piacere personale, le ore in più non pesano, ti comporti come se lavorassi per te stesso, l’attenzione per i particolari è sempre attiva e… Senza perderne la sua oggettiva necessità, lo stipendio acquisisce minore importanza.
Credo sia capitato un po’ a tutti di entrare in un negozio e avere quasi la sensazione di avere fatto un torto a chi ci lavora, di sentire che da parte sua non c’è il piacere di essere lì…
Ora, lungi da me il porre giudizi di biasimo. Dietro ognuno di noi c’è una realtà che può anche essere fatta di un titolare despota o stipendi non pagati. Però, al di là di queste situazioni particolari, osservo troppe volte che la passione per il lavoro viene sempre più svilita e senza pensare sia quello che ci permette di mangiare, vestirci e toglierci degli sfizi.
Poniamo come esempio il commesso di un negozio di alimentari con un atteggiamento disinteressato e svogliato. Il risultato sarà questo: i clienti daranno “X” possibilità finchè si rivolgeranno altrove. Gli incassi caleranno e a seguito del calo di lavoro il titolare non avrà più bisogno di un commesso…
Ora prendiamo come esempio lo stesso commesso ma interessato ed entusiasta di lavorare (NB: non necessariamente del lavoro).
Il risultato sarà questo: i clienti continueranno a servirsi da lui non mancando di dimostrare il loro apprezzamento.
Ci sarà un passaparola che porterà nuovi clienti, gli incassi aumenteranno, il titolare noterà questa cosa e non mancherà di condividerne i frutti. Se il titolare dovesse essere un idiota che finge di non accorgersi del valore del proprio dipendente, quest’ultimo non avrà problemi a trovarne uno che capirà quale enorme risorsa sarà assumerlo. Saprà anche che… I clienti lo seguiranno!
In definitiva, anche se non si avrà la fortuna della signora del Mulino, svolgere comunque il proprio lavoro mettendoci impegno e passione è un atteggiamento che alla lunga paga ma, soprattutto, APPAGA!

