Quanto è facile perdere il centro di sé? Magari non se ne prende coscienza subito…
Può essere come una corrente apparentemente innocua ma che alla fine ci porta al largo. Oppure può essere un uragano che invece ci rende immediatamente coscienti di ciò che ci sta accadendo.
La vera fregatura sono i sentimenti e vi confesso che stavo per scrivere che, proprio per questo, ad essere più esposte sono le donne, ma non è vero… Non è così perché tante volte l’uomo risulta essere più vulnerabile quando la loro parte razionale e pratica non è d’aiuto nel trovare la soluzione. Per natura non sono portati ad esplorare ambiti spirituali che la società attribuisce come più adeguati al mondo femminile e con cui invece potrebbero arricchirsi.
I preconcetti o il fatto di avere incasellato determinati stereotipi suddividendoli in ambiti femminili o maschili, sono una zavorra che non fa altro che tenere l’essere umano relegato nel proprio recinto.
Le zavorre altro non fanno che creare limiti ed impediscono la capacità di ascoltarsi.
Parlo di millenni di storia in cui è andato perso un contatto profondo con la nostra essenza. Questo è qualcosa che ha penalizzato principalmente l’uomo inteso come maschio, mentre alla donna è stato forse lasciato campo libero traendone un immenso vantaggio.
Immaginiamo di essere in libreria e vedere una donna che sfoglia un libro che parla di “legge dell’attrazione”. Non è così strano, ma, vedere un uomo che fa lo stesso stupisce. Siamo noi donne per prime a notarlo! A dire il vero ultimamente questa cosa sta fortunatamente un po’ cambiando e l’uomo non sente più minacciata la sua immagine di virilità se si interessa a certi argomenti.
Detto questo… Perdere il centro di sé…
Ci si accorge di aver perso il centro di sè quando da troppo tempo non ci si immerge nel silenzio. E’ nel silenzio che i pensieri prendono forma. E’ nel silenzio che si apre lo specchio che riflette tutto quello che c’è, tutte le immagini perse di noi.
Ci viene inculcato che l’egoismo è qualcosa di negativo, che non fa parte delle brave persone. A questo rispondo reclamando l’esistenza di un sano egoismo che non deve mancare in noi stessi. E’ quello che ci apre gli occhi, è il campanello d’allarme che ci avvisa quando stiamo facendo poco o niente per noi stessi, per il nostro stare bene.
Prima della solidarietà e della propensione verso gli altri, deve esserci verso noi. Il dedicarsi totalmente all’esterno di noi stessi prima o poi ci schiaccia, è come coprire una pianta con un’ampolla di vetro: l’ossigeno si consumerà ed inevitabilmente la pianta perderà vigore e la linfa vitale verrà prosciugata.
“Ama il prossimo tuo come te stesso” è un concetto che va capito. Il “come te stesso” sottintende che, se per primo questo amore non è verso di te, non potrà di certo essere riflesso sugli altri. Come può una persona che non si ama, trasmettere amore? Come può una persona che non investe dell’energia per se stesso, averne per gli altri?
Allora dico io, conservate del sano egoismo perché questo non fa di voi delle cattive persone!
Trovate il tempo anche per incazzarvi, per dire no, per non fare nulla!

Premetto che questo articolo non vuole offendere la sensibilità di nessuno. E’ uno scritto fine a se stesso e come tale va preso e messo via.